Tutti i temi: Sicurezza
novembre 2008
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17.11.2008
Dopo la sentenza sulla sanguinosa irruzione della Polizia alla scuola Diaz al G8 di Genova del 2001, cercando di rispondere alle pressioni della stampa e delle associazioni circa le responsabilità dei vertici della Polizia, l'attuale capo della Polizia, Antonio Manganelli ha manifestato l'intenzione di fornire le "spiegazioni su quel che realmente accadde a Genova" "nelle sedi istituzionali e costituzionali". "Siamo di fronte a una grande sceneggiata ai confini dell’indecenza" - commenta Lorenzo Guadagnucci - del 'Comitato verità e giustizia per Genova'. "Manganelli, il suo predecessore De Gennaro, per non parlare degli altissimi dirigenti imputati al processo Diaz, hanno avuto sette anni per dare le dovute spiegazioni al paese e ai giudici, ma si sono guardati bene dal farlo".
ContinuaTemi/paesi correlati: [Società civile] [Giustizia e criminalità] [Democrazia] [Attivismo] [Diritti civili] Foto: Dopo l'irruzione della Polizia alla Diaz
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14.11.2008
Quella che è stata definita da uno degli stessi responsabili una "macelleria messicana" si risolve con una condanna massima di quattro anni - di cui tre condonati - al capo del Settimo nucleo Mobile di Roma dell'epoca, Vincenzo Canterini, e tre anni ai suoi sottoposti accusati di lesioni aggravate in concorso. Nessuna condanna, invece, per i mandanti della "macelleria", i vertici della Polizia Giovanni Luperi (l'allora vicedirettore dell'Ucigos e attuale capo del Dipartimento di analisi dell'Aisi - ex Sisde), per Francesco Gratteri (direttore dello Sco e attuale capo dell'Anticrimine) e Gilberto Calderozzi, oggi capo dello Sco. "Vergogna! Vergogna!" - hanno urlato le vittime dei pestaggi polizieschi presenti in tribunale. "Da oggi in poi questa sentenza stabilisce la totale impunità per le Forze dell'ordine" - ha commentato Vittorio Agnoletto, allora portavoce del Genoa Social Forum.
ContinuaTemi/paesi correlati: [Società civile] [Giustizia e criminalità] [Democrazia] [Attivismo] [Diritti civili] Foto: I segni dei pestaggi della Polizia dopo l'irruzione alla Diaz - da Rainews24
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12.11.2008
Psicopolitica del terrorismo, dello squilibrio ambientale e nucleare
ContinuaFrancesco Tullio F. Angeli Editore, 2007, pp. 96, € 14,00 Partendo dall'attualissimo carteggio Einstein-Freud su guerra, sicurezza e diritto internazionale, l’autore collega il terrorismo al significato originario di "evocazione del terrore" ed esplora l’intreccio tra violenza e istituzioni, minaccia nucleare e crisi ambientale. Si discute di sicurezza umana ed economica e si evidenziano alcuni tratti delle personalità di terroristi suicidi. Sull’esempio dell’ex Jugoslavia si esplora il nesso fra vertice e massa nelle situazioni di polarizzazione bellica e la relazione fra crisi politico-economica, crisi psichica e attivazione distruttiva quando gli impulsi collettivi e la mente "viscerale" prevalgono su quella razionale. Temi/paesi correlati: [Globalizzazione] [Democrazia] [Terrorismo] [Conflitti] |
11.11.2008
"Come un uomo sulla terra", il film di Andrea Segre e Dagmawi Yimer sta riportando all'attenzione la terribile realtà dei centri per la detenzione dei migranti in Libia e le responsabilità italiane. Un documentario scomodo che case editrici, televisioni e edizioni cinematografiche non intendono distribuire con capillarità ma che associazioni, scuole, università ed enti locali in tutta Italia stanno proiettando attraverso un veloce passaparola. Una petizione on line promossa dai produttori del documentario - e sostenuta da Nigrizia, Fortress Europe e Amnesty International - chiede a Parlamento italiano, Parlamento e Commissione europea e Unhcr di fare chiarezza sulle condizioni dei migranti africani in Libia e sulle responsabilità italiane.
ContinuaTemi/paesi correlati: [Migrazioni] [Legislazione] [Attivismo] [Diritti umani] Foto: Mappa dei centri di detenzione dei migranti in Libia
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09.11.2008
Legambiente ha lanciato "Per il clima contro il nucleare", una grande mobilitazione nazionale per "rispondere alle bugie del governo Berlusconi e dei nuclearisti e ristabilire la verità sulla dannosità del nucleare". "Se l’Italia decidesse di puntare sul nucleare, causa le ingentissime risorse necessarie per sostenere questa avventura, abbandonerebbe qualsiasi investimento per lo sviluppo delle rinnovabili e per il miglioramento dell’efficienza che sono invece le soluzioni più immediate ed efficaci per recuperare i ritardi rispetto agli accordi internazionali sulla lotta ai cambiamenti climatici e rinuncerebbe alla costruzione di un sistema imprenditoriale innovativo e diffuso in grado di competere sul mercato globale" - sostiene Legambiente invitando a firmare la petizione online e promuovere iniziative locali per un territorio "denuclearizzato".
ContinuaTemi/paesi correlati: [Legislazione] [Nucleare] [Energia rinnovabile] [Cambiamento climatico] [Attivismo ambientale] [Economia] Foto: La campagna di Legambiente
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06.11.2008
Amnesty International chiede al prossimo presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, di "mostrare autentica leadership, facendo dei diritti umani un tema centrale della sua nuova amministrazione". "Un'azione concreta entro i primi 100 giorni rappresenterebbe la prova di un impegno genuino per allineare gli Usa ai propri obblighi internazionali" - afferma Amnesty che chiede alla nuova amministrazione di "annunciare un piano e una data di chiusura del centro di detenzione di Guantánamo Bay", mettere al bando la tortura e di "garantire l'istituzione di una commissione indipendente che indaghi sugli abusi commessi dagli Usa nella guerra al terrore". Simili richieste anche da Human Rights Watch che invita la prossima amministrazione a "rimediare urgentemente agli abusi" in politica interna, estera e nel contrasto al terrorismo.
ContinuaTemi/paesi correlati: [Società civile] [Governo] [Democrazia] [Attivismo] [Terrorismo] [Diritti civili] [Diritti umani] Foto: Campagna di Amnesty: "Chiudere Guantanamo ora!"
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01.11.2008
"Il Ministero dell'Interno italiano ha deciso di non firmare un nuovo Protocollo d'Intesa e di non rilasciare il permesso necessario perché Medici senza Frontiere (Msf) continui ad operare adeguatamente e pertanto siamo costretti a chiudere le nostre attività al molo dell'isola di Lampedusa". E' la denuncia dell'associazione umanitaria che dal 2002 ha garantito visite mediche d'emergenza gratuite a 4.550 migranti arrivati sull'isola dopo aver il drammatico viaggio in mare. Nelle scorse settimane MSF aveva lanciato l'allarme su un emendamenro della Lega Nord che intende porre barriere all'assistenza sanitaria per gli immigrati irregolari mettendo in pericolo il principio universale di accesso alle cure mediche.
ContinuaTemi/paesi correlati: [Migrazioni] [Salute] [Legislazione] [Etica e sistemi di valori] [Diritti umani] Foto: Operatore di Ms a Lampedusa - foto Msf
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