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sabato, 22 novembre, 2008

Emine Arslan, operaia della DESA licenziata per essersi iscritta al sindacato: guadagnava 200 euro al mese e produceva anche per Prada
21.11.2008 La 'Campagna Abiti Puliti' ha lanciato una petizione internazionale per i diritti delle lavoratrici della ditta turca DESA che negli ultimi mesi ha condotto un'azione di "intimidazioni e minacce" nei confronti degli operai che si sono iscritti al sindacato. "Già 44 lavoratori sono stati licenziati e altri 50 sono stati obbligati a lasciare il sindacato" - riporta la campagna nell'evidenziare che la DESA produce tra l'altro oggetti di pelletteria per Prada (e il suo marchio Miu Miu) e per Mulberry, Louis Vuitton, Luella e Samsonite: ditte che sinora hanno rifiutato di agire nei confronti della DESA per sostenere il diritto di organizzazione sindacale degli operai che chiedono di lavorare in condizioni di lavoro accettabili.
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Temi/paesi correlati: [Lavoro] [Attivismo] [Imprese] [Diritti umani]
Foto: Emine Arslan, operaia della DESA licenziata per essersi iscritta al sindacato: guadagnava 200 euro al mese e produceva anche per Prada
Gori, settembre 2008: edificio distrutto © AI
20.11.2008 "Cento giorni dopo il conflitto di agosto tra Georgia e Russia, oltre 20mila profughi di etnia georgiana non possono ancora rientrare nelle loro case nell'Ossezia del Sud mentre molte altre persone su entrambi i lati del conflitto, una volta riuscite a tornare, hanno trovato le loro abitazioni devastate o distrutte"- afferma un recente rapporto di Amnesty International. L'associazione sottolinea che non potranno esservi riconciliazione e pace duratura "senza l'accertamento della verità e delle responsabilità" e chiede che vengano fatte indagini sul comportamento di tutte le parti coinvolte nel conflitto. Sia dal lato georgiano che da quello russo sono state sganciate bombe a grappolo in vicinanza delle aree abitate e gli ordigni inesplosi stanno pregiudicando il rientro dei profughi.
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Temi/paesi correlati: [Rifugiati] [Attivismo] [Mine] [Conflitti] [Diritti civili]
Foto: Gori, settembre 2008: edificio distrutto © AI
da www.vocescuola.it
20.11.2008 Numerose le iniziative oggi in Italia in occasione della 'Giornata mondiale dell'infanzia', istituita nell'anniversario dell'approvazione della "Convenzione Onu sui Diritti del Fanciullo". Unicef Italia – che ha tenuto ieri a Roma una giornata di approfondimento sui diritti dei bambini rom – ha realizzato un poster per far conoscere anche ai più piccoli i diritti dei bambini e con una lettera al presidente del Consiglio, denuncia i "tagli pesanti" alla cooperazione del Governo italiano. Save the Chidren sostenuta da 31 Premi Nobel per la Pace chiede ai governi di garantire l'istruzione ai bambini in paesi i guerra. E in Colombia le associazioni denunciano il reclutamento forzato di 14 mila bambini soldato da parte dei gruppi armati legali e illegali e le massicce esecuzioni extragiudiziarie di giovani e adolescenti.
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Temi/paesi correlati: [Educazione] [Bambini] [Sviluppo] [Diritti umani]
Foto: da www.vocescuola.it
Le commesse Usa verso contractors privati (in miliardi di dollari)
18.08.2008 Il 20% della spesa statunitense destinata dal 2003 alla guerra in Iraq è finita nelle tasche dei contractors, le aziende private sotto contratto col Pentagono e sarebbe costata ai contribuenti americani quasi 85 miliardi di dollari: lo rivela il rapporto pubblicato dal 'Congressional Budget Office', l'Ufficio per il bilancio del parlamento americano. Al momento la spesa militare totale Usa in Iraq è di 446 miliardi di dollari e le previsioni per il 2008 la faranno lievitare di oltre 100 miliardi di dollari. In Iraq ci sono 190mila contractors privati ben più dei 160mila soldati americani. Intanto il Pentagono ha informato il Congresso Usa del progetto di una commessa militare di oltre 9 miliardi di dollari per fornire equipaggiamento militare all'Iraq: si tratta di blindati leggeri, missili, elicotteri, mitragliatrici ed esplosivi.
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Temi/paesi correlati: [Governo] [Geopolitica] [Armi] [Conflitti] [Imprese]
Foto: Le commesse Usa verso contractors privati (in miliardi di dollari)
Mappa dei centri di detenzione dei migranti in Libia
11.11.2008 "Come un uomo sulla terra", il film di Andrea Segre e Dagmawi Yimer sta riportando all'attenzione la terribile realtà dei centri per la detenzione dei migranti in Libia e le responsabilità italiane. Un documentario scomodo che case editrici, televisioni e edizioni cinematografiche non intendono distribuire con capillarità ma che associazioni, scuole, università ed enti locali in tutta Italia stanno proiettando attraverso un veloce passaparola. Una petizione on line promossa dai produttori del documentario - e sostenuta da Nigrizia, Fortress Europe e Amnesty International - chiede a Parlamento italiano, Parlamento e Commissione europea e Unhcr di fare chiarezza sulle condizioni dei migranti africani in Libia e sulle responsabilità italiane.
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Temi/paesi correlati: [Migrazioni] [Legislazione] [Attivismo] [Sicurezza] [Diritti umani]
Foto: Mappa dei centri di detenzione dei migranti in Libia
18.11.2008 E' passato nel silenzio il decreto legge che prevede la privatizzazione dell'acqua pubblica in Italia. Il 6 agosto il Parlamento italiano ha infatti votato - con l’appoggio dell’opposizione - l’articolo 23bis della legge 133 che affida "il conferimento della gestione dei servizi pubblici locali, in via ordinaria, a favore di imprenditori o di società in qualunque forma costituite individuati mediante procedure competitive ad evidenza pubblica". "Dobbiamo darci tutti una mossa" - esortava la scorsa estate p. Zanotelli. "C'è un cartello che ora è pronto a comprarsi tutto il mercato proprio grazie al 23 bis" - denuncia Emilio Molinari. Il 'Coordinamento nazionale degli Enti locali per l'acqua pubblica' ha convocato per il 21 novembre l'Assemblea nazionale a Roma e dal 22 al 23 novembre terrà ad Aprilia il 'Secondo Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua'.
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Temi/paesi correlati: [Acqua] [Società civile] [Legislazione] [Governo] [Attivismo] [Imprese]

 
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